mercoledì 19 febbraio 2014

La burocrazia


Tratto da "Il libro degli abbracci" di Edoardo Galeano


Sixto Martínez ha fatto il servizio militare in una caserma di Siviglia.
Al centro del cortile c'era una panchina. Vicino alla panchina stava sempre un soldato a montare la guardia. Nessuno sapeva perché si faceva la guardia alla panchina. Si faceva perché si faceva, e basta: giorno e notte, tutti i giorni e tutte le notti. L'ordine degli ufficiali si trasmetteva di generazione in generazione, e i soldati obbedivano. A nessuno venne mai un dubbio. Mai una domanda. Se si faceva così, come si era sempre fatto, un motivo doveva esserci.
E la faccenda continuava così finché a qualcuno, forse un generale, o un colonnello, venne in mente di andare a vedere qual era l'ordine originario. Ci fu da mettere sottosopra gli archivi, ma a forza di rimestare, alla fine si seppe. Facevano trentun anni, due mesi e quattro giorni da quando un ufficiale aveva piazzato un soldato di guardia alla panchina perché a nessuno capitasse di mettersi a sedere sulla vernice fresca.

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